Le foto del Mese Anno 2021 - G.A.S. Astronomia Lecce - astronomia salento - eventi astronomici salento - eventi astronomici lecce - osservazioni salento - osservazioni lecce - astronomia nel salento

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La Foto del mese

La foto del Mese - Agosto 2021

CTB 1 - ABELL 85 - SUPERNOVA REMNANT - COSTELLAZIONE DI CASSIOPEA
Di questa antichissimo  resto di supernova si sa molto poco. Si pensa abbia circa  50000 anni. Le misurazioni di distanza e ampiezza sono poco precise.
Questa nebulosa è stata una sfida. Staccarla dal fondo cielo  nonostante abbia scattato da cieli puliti e con un filtro L Extreme non è stato per nulla semplice.
Un attimo e il rumore saliva alle stelle nonostante le 12 ore di integrazione. Probabile gli dedicherò un altra serata.
La riduzione stellare è stata molto massiccia. Nel immagine originale le stelle quasi coprivano la nebulosa.
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Very little is known about this ancient supernova remnant. It is thought to be around 50,000 years old. Distance and width measurements are inaccurate.
This nebula was a challenge. Detaching it from the sky background despite having shot from clear skies and with an L Extreme filter was not at all easy.
A moment and the noise skyrocketed despite the 12 hours of integration. I will probably dedicate another evening to him.
The stellar reduction was very massive. In the original image, the stars almost covered the nebula.
Monte Pollino - SQM 21.3 - 7-9 agosto 2021
Light 67x600sec
Dark 30
Flat 30
Tecnosky 130/910 F7 + ZWO ASI 2600 Color Acquisition
Tecnosky 1X Flattner
TS Optics 60ED + ZWO ASI 224 Color Guide
Optolong L-Extreme Filter
ZWO EAF + Pegasus Astro Pocket Powerbox Advance
Skywatcher EQ-6R PRO
SGP + DSS + Pixinsight + Photoshop

Autore: Socio Stefano Attalienti di Taranto

La foto del Mese - Luglio 2021

La Nebulosa Aquila (nota anche come M 16 o NGC 6611) è una grande regione H II visibile nella costellazione della Coda del Serpente; è formata da un giovane ammasso aperto di stelle associato ad una nebulosa a emissione composta da idrogeno ionizzato, catalogata come IC 4703.
La sua distanza è sempre stata relativamente incerta, ma si tende ad accettare un valore di circa 5700 anni luce dalla Terra, ponendola così nella zona media del Braccio del Sagittario; contiene alcune formazioni estremamente conosciute, come i Pilastri della Creazione, le lunghe colonne di gas oscuro originate dall'azione del vento stellare delle componenti dell'ammasso centrale e che sono responsabili anche del nome proprio della nebulosa stessa, a causa della loro forma. In esse sono presenti alcuni oggetti stellari giovani, che testimoniano che i processi di formazione stellare sono tuttora in atto, anche se non è chiaro se questi siano favoriti od osteggiati dall'azione del vento stellare delle stelle vicine, né è chiaro se il vento effettivamente influisca in qualche maniera su questi fenomeni. L'ammasso è composto da un gran numero di supergiganti blu molto calde e brillanti; la loro età tipica è di appena 2-3 milioni di anni, cioè meno di un millesimo dell'età del nostro Sole; la stella più brillante dell'ammasso è di magnitudine 8,24, ben visibile anche con un binocolo.
Sii 600” 150g
OIII600” 150g
HA 600” 150g
Zwo 183 mono, Sharpstar 700/107
Pixinsight, APT, phd2, Photoshop

Autore: Marcello Martena di Lecce

La Foto del Mese - Giugno 2021

Particolare di IC 5070. La Nebulosa Pellicano (anche nota come IC 5067/70) è una regione H II visibile nella costellazione del Cigno, vicino a Deneb (la coda del cigno e la sua stella più brillante); appartiene alla stessa nube molecolare gigante della vicina Nebulosa Nord America ed è facilmente fotografabile. La sua distanza è stimata attorno ai 600±50 parsec (1956±163 anni luce).
Al suo interno sono attivi fenomeni di formazione stellare, come testimoniato specialmente dalla presenza di oggetti HH; questi fenomeni riguardano principalmente stelle di piccola e media massa. La nebulosa ricorda un pellicano, a causa di una nebulosa oscura che segna il bordo settentrionale dell'oggetto, facendolo così rassomigliare ad un becco di pellicano; si tratta da un punto di vista astronomico di una nebulosa ad emissione, molto studiata a causa dei fenomeni di formazione stellare che avvengono al suo interno. A causa delle forti dinamiche dei suoi gas, la nebulosa varierà forma relativamente in fretta.
Ha 18x600” G0
SII 18x600”. G0
OIII 18x 600” G0
Giardino di casa
Pixinsight; PHD2; Photoshop

Autore_ Marcello Martena di Lecce

La foto del Mese di Maggio 2021

8, 11 e 12 Maggio 2021 - cMalepasso - S.Cesarea Terme (LE)
La Testa e il Cuore dello Scorpione
Un trionfo di colori cosmici in questa immagine che riprende la testa e il cuore della costellazione dello Scorpione:
- tutte e tre le stelle della testa hanno una associazione di nebulose, partendo da sinistra: Graffias distante 400 a.l., con La Nebulosa Cavallo Blu (IC4592), Dschubba (Delta Scorpi) distante 490 a.l., con la nebulosa SH2-7 e la Pi Scorpii, distante 590 a.l. con la nebulosa SH2-1.
La IC4592 è una nebulosa a riflessione che riceve la ionizzazione dalla stella v Scorpii al centro della nebulosa che sembra formare l'occhio della "testa del cavallo blu", solo una parte dell'ampio complesso di polveri cosmiche assume la classica colorazione blu-celeste mentre una più abbondante sezione resta oscura.
La SH2-7 è una nebulosa ad emissione  si presenta di aspetto disomogeneo e incornicia δ Scorpii, la cui radiazione è la principale sorgente della sua ionizzazione;  Sh2-7 e le nubi circostanti costituiscono i residui della nube molecolare gigante che ha originato le stelle del gruppo circa 5 milioni di anni fa. L'esplosione di una supernova, avvenuta circa 1,5 milioni di anni fa, ha contribuito alla dispersione della nube originaria, che si è disgregata lasciando i residui osservabili attorno a queste stelle. La distanza di Sh2-7, coerentemente con quella media dell'associazione Sco OB2, è stimata attorno ai 650 anni luce.
La SH2-1 è una nebulosa a emissione e a riflessione una grande nebulosa che riflette la radiazione azzurra della sua stella eccitatrice, π Scorpii; questa stella produce anche un fronte di ionizzazione che fa brillare la nube anche in maniera autonoma. La nube mostra un aspetto allungato e filamentoso ed è parte di ciò che resta della grande nube molecolare da cui si è formata l'associazione di Antares (Sco OB2), anche qui la distanza è stimata attorno ai  650 anni luce.
- il Cuore dello Scorpione è invece caratterizzato dalla presenza della stella super-gigante rossa Antares. distante circa 600 anni luce
con un raggio che è circa 850 volte quello del Sole,  è una delle stelle più grandi conosciute. Il suo nome deriva dal greco antico Άντάρης, Antares e significa "rivale di Ares"  probabilmente a causa del colore rossastro simile a quello del pianeta Marte; il vento stellare di Antares genera  getti di materiale che si propagano  nello spazio circostante illuminando di colore giallo arancio le nubi di polveri cosmiche vicine.
Nelle immediate vicinanze di Antares sono visibili due ammassi stellari, M4 uno degli ammassi globulari più grandi e vicini a noi disterebbe solo 6.000 anni luce dalla Terra e l'Ngc 6144 molto più piccolo ma anche molto più distante essendo a circa 29mila anni luce.
Poco distante da Antares la stella Al Niyat (sigma Scorpii) distante 700 anni luce, la sua luce è leggermente ridotta per la presenza di nubi interstellari che ionizzate vanno a formare la nebulosa ad emissione SH2-9 che circonda e avviluppa la stessa stella.
- Nube di RHO Opiuchi,
Rho Ophiuchi è una stella doppia distante 360 anni luce che unitamente ad altre due stelline un pò più distanti quindi non legate fra loro,  va curiosamente a formare la figura della testa di un topolino.
Rho Ophiuchi è posta all'interno di un complesso di nubi molecolari noto come Nube di Rho Ophiuchi, una delle regioni di formazione stellare più vicine in assoluto al sistema solare; appartiene allo stesso ambiente galattico dell'Associazione Scorpius-Centaurus, dalle cui perturbazioni ha avuto origine la compressione iniziale che ha avviato la formazione stellare al suo interno. Morfologicamente appare divisa in due nubi principali, indicate con le sigle IC4604, costituente il nucleo maggiore, e LDN 1689, di massa inferiore; ad entrambe le nubi sono connessi diversi filamenti nebulosi oscuri.
La luce di Rho Ophiuchi illumina e ionizza le polveri interstellari circostanti  rendendole visibili anche otticamente come nebulosa a riflessione e ad emissione; la radiazione ultravioletta della stella e il suo colore bluastro imprimono ai gas della nube un colore marcatamente azzurrognolo.
L'immagine è un mosaico di due pannelli di 42 e 37 pose da 5 minuti riprese a 800 iso con l'obiettivo "vintage" zenith 135mm. applicato alla reflex Canon EOS600D fullspectrum su montatura HEQ5 s.w. autoguidata dal Synguider s.w.
Elaborazione: D.S.S. + Pixinsight LE1.0 + PScc

La foto del Mese di Apriile 2021

L'ammasso NGC 2244 e il piccolo zoo.
All'interno della nebulosa Rosetta (individuabile nella costellazione dell'Unicorno) si scorge un ammasso
stellare esteso composto da stelle molto giovani accompagnate dalla presenza di nubi molto scure e dense
chiamate globuli di Bok.
La pareidolia porta a scorgere diverse sagome di animali fra le quali la più evidente è quella di un puma
che si appresta a spiccare un salto.
Per questo motivo l'area più ricca di tali forme viene chiamata "piccolo zoo".
La distanza stimata dalla Terra è di 5000 anni luce.
I colori sono stati assegnati in maniera simile a quelli dell'Hubble palette, nello specifico:
0,3xHa->R, Ha->G, (OIII+Hb)->B
Circa 8h di integrazione, crop al 60%.

Autore: Tommaso Massimo Stella di Taranto

La foto del Mese: Marzo 2021

Autore: Oronzo Zanzarella di Francavilla Fontana (BR)

NGC 2903 è tra le più belle galassie da osservare e fotografare nel cielo primaverile. E' una galassia a spirale barrata visibile nella costellazione del Leone, si trova ad una distanza di circa 20 milioni di anni luce ed è estesa per circa 80 mila anni luce, cioè poco meno della nostra Via Lattea.
In visuale è tra le poche galassie che lascia osservare abbastanza distintamente le sue spirali. Ovviamente è imperativo essere sotto cieli lontani dall'inquinamento luminoso ed avere un telescopio di medio-alte dimensioni, altrimenti la galassia si presenta come un una debole nebulosità ovale con nucleo più luminoso. Dal cielo del Pollino col mio dobson da 50cm è facile anche osservare la forma del nucleo barrato e delle deboli screziature nella nebulosità circostante.
Ho fotografato questa galassia in due serate distinte dell'inquinato cielo della mia campagna. Le sessioni avevano un altro scopo e gli scatti erano delle prove per capire come utilizzare al meglio il nuovo setup. Il risultato però non mi dispiace, ragion per cui lo inserisco nel mio album delle galassie.
Link a maggiore risoluzione:  https://www.foto-astronomia.it/.../1028_NGC-2903-Prova-1...
Dati di ripresa:
• data: 3 e 4 Marzo 2021
• luogo: Francavilla Fontana, sqm medio 20,4
• telescopio: C8 Edge HD F10 su montatura AZ EQ5
• camera: Asi 294mc pro, gain 310, temp -20°C, con filtro Optolong L-pro
• no autoguida
• controllo sessione: AsiAir
• pose: 639 immagini da 20 secondi, 151 dark, 62 flat
• software: DeepSkyStacker, Pixinsight, Photoshop

La foto del Mese: Febbraio 2021

Autore: Andrea Leo di Surbo (LE)
Prime prove con il Mak 180/2700.
Nonostante la forte umidità e la scarsissima mole di dati di buona qualità, questa prima prova mi soddisfa.  
L'immagine a grande campo è il frutto di uno stack di sole 100 immagini mentre il close-up della Valle Alpes è il risultato di 300 frame a 6 metri di focale.
'Purtroppo', l'utilizzo della ZWO 183 mc richiede giusto qualche giga di spazio disponibile per ogni ripresa e non mi è stato possibile acquisire altri dati.
La prossima volta cercherò di concentrarmi esclusivamente su un'unica area per poter ottenere risultati migliori. Nel frattempo, mi accontento.
Piccola curiosità: non ero a conoscenza della presenza della nostra penisola sulla Luna. Fa un certo effetto vedere il nostro stivale (per di più su un altro oggetto celeste); l'unica pecca è 'l'assenza' di Puglia e Sicilia. In una ipotetica Italia così fatta, si dovrebbe rinunciare a troppa bellezza. Meglio l'Italia sulla Terra.
Strumentazione utilizzata:
Mak 180 F15
AZEQ6 GT
ZWO ASI Cameras 183 mc
Filtro Svbony UV-Ir Cut






La foto del Mese: Gennaio 2021
Autore: Fernando De Ronzo di San Cassiano (LE)

12, 13 e 19 Gennaio 2021
presso Parco delle stelle "I Paduli" di San Cassiano (LE)
SH2-264 Lambda Orionis Ring
Angelfish Nebula
(campo inquadrato: 7x12 gradi)
Tra Betelgeuse e Bellatrix  è ubicata  la Regione di Lambda Orionis(Meissa), un complesso di nubi molecolari
e regioni H II dalla caratteristica forma che richiama la Testa di un Alieno, è la regione galattica più vicina al
sistema solare in cui ha luogo la formazione di stelle di grande massa. Prende il nome dalla sua stella principale,
λ Orionis, una gigante blu responsabile della ionizzazione dei gas delle nebulose circostanti e fa parte dell'Ammasso  
Collinder 69 composto da stelle calde di quarta e quinta grandezza.
Dopo la nascita delle stelle di massa maggiore, i fenomeni di formazione stellare hanno riguardato esclusivamente
stelle di piccola e media massa, come è testimoniato dalla presenza di molte stelle di pre-sequenza principale;
tali fenomeni sono ancora in atto all'interno della nube e nelle regioni circostanti, come nelle nebulose oscure B30
(visibile a destra della SH2-264)  e B35 (visibile in alto al centro) associata alla stella FU Orionis, prototipo di una
particolare classe di stelle pre-sequenza principale, note come stelle FU Orionis. La stella nel corso degli anni trenta
subì un improvviso aumento della luminosità, passando dalla sedicesima alla decima magnitudine nell'arco di pochi
mesi e diventando una delle stelle pre-sequenza principale più luminose conosciute; in associazione ad essa vi è una
nebulosa a riflessione a forma di elica, formata dai gas illuminati dalla stella che possiede degli eccessi di emissione
nel range dell'infrarosso, segno della presenza in orbita di un disco circumstellare costituito da gas e polveri, spesso
accompagnato da importanti emissioni di raggi X, il suo spettro è caratterizzato dalle  linee di assorbimento del
monossido di carbonio (CO).
Si ritiene che la SH2-264 sia il resto di una supernova esplosa circa un milione di anni fa., essa si  estende per 8 gradi
di cielo, cioè 16 lune piene una accanto all'altra.
In basso a sinistra è visibile la stella Bellatrix "l'amazzone", la terza stella più luminosa della costellazione di Orione
dopo Rigel e Betelgeuse, distante 240 anni luce, Bellatrix è una stella molto calda con una temperatura superficiale
pari a 22.000k che le dona il caratteristico aspetto colore azzurro-blu.
L'immagine è il frutto della somma di 100 pose da 5 minuti riprese a 800 iso con l'obiettivo "vintage" Zenith 135mm a f4
applicato alla Reflex Canon Eos60d fullspectrum, munita di filtro Optlong l-pro, Montatura HEQ5 s.w. autoguidata dal
Synguider s.w.
Elaborazione: D.S.S.+ Pixinsight LE1.0 + PScc

La foto del mese: Febbraio 2021

Autore: Andrea Leo di Surbo (LE)

NGC 2174, nota anche come Nebulosa Testa di Scimmia, è una nebulosa a emissione H II ed è associata
all'ammasso stellare aperto NGC 2175.
La foto non mi soddisfa pienamente: gli enormi svantaggi che si incontrano fotografando dal centro città
(per non parlare dei maledetti fari a LED dei vicini di casa accesi per tutta la notte) in concomitanza al
fastidiosissimo rumore a pioggia, mi hanno costretto a forzare qualche passaggio in fase di post-produzione
(certamente la mia inesperienza in questa fase non mi permette di rattoppare al meglio i difetti).
Dati tecnici:
-Riprese effettuate da Surbo (LE) nella notte tra il 19 e 20 gennaio
-142 pose da 120 secondi @300 gain
-52 dark
-NO flat (li ho sbagliati in fase di acquisizione)
-Telescopio: Sky-Watcher Italia 200 F4
-Camera di ripresa: ZWO ASI Cameras 183mc
-Montatura: AZ-EQ6 GT
-Correttore di coma: GPU Aplanatico
-Filtro: Optolong l-enhance
Software utilizzati: DSS, Photoshop 2020
Ai seguenti link, le immagini a piena risoluzione:

 
 
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